Cosa sono i domini di primo, secondo e terzo livello

Cosa sono i domini di primo, secondo e terzo livello

Quando ci si avventura nella rete è bene conoscere termini e funzioni. I domini rivestono particolare importanza. Ma sai che ce ne sono di vari tipi?

Cominciare ad avvicinarsi maggiormente alla terminologia del web probabilmente ti ha condotto ad averne meno “paura”, anzi a familiarizzare quel tanto che basta con il mondo virtuale da desiderare di estendere i tuoi orizzonti commerciali grazie a un sito.

Che magari avrai anche iniziato a concepire, organizzare, dotare degli strumenti migliori per le tue necessità. Quindi ormai saprai anche che lauindi ormai che la registrazione dei domini è una fase importantissima, che richiede attenzione (Giga.it conferma). Forse però non sai che i suddetti domini sono classificabili in diversi livelli. Si potrebbe addirittura affermare che c’è una gerarchia precisa, un’organizzazione strutturata per gradi paragonabile a un sistema amministrativo o militare.

Non ti intimorire di nuovo: essenzialmente, e pure per semplificare un po’ e rendere la descrizione meno astrusa, parliamo di tre livelli. 

Il dominio di primo livello

È il più facile e il più immediato, quello che chiude l’indirizzo di ogni website e sul quale istintivamente cade il nostro occhio quando navighiamo. Si tratta del top-level domain, simpaticamente abbreviato in TLD, o se preferisci dominio di primo livello. Se paragoniamo il web a una città, queste particelle finali potrebbero esserne i “rioni”. In effetti, connotano il più delle volte la provenienza geografica delle pagine virtuali che stiamo leggendo.

Così, .it indica un sito italiano, .de uno tedesco, .fr uno francese, .uk uno britannico, .us uno statunitense, .br uno brasiliano, e così via. Non sempre, però, i titolari vogliono indicare per prima cosa la nazione in cui operano. Perciò ripiegano sul più generico .eu, ma pure su .com o .net. Tuttavia, esistono estensioni maggiormente ufficiali, tipo .edu o .gov, che di solito hanno a che fare con le istituzioni e non per niente sono legate a un iter specifico da studiare preventivamente.  

Il dominio di secondo livello

Ti piace l’immagine metaforica del centro abitato per districarti tra i “misteri” di Internet, o quantomeno li rende a tuo modo di vedere meno “misteriosi”?

Allora proviamo a proseguire su questa linea. In ogni cittadina che si rispetti ci sono degli edifici. Nel caso specifico possono rappresentare i servizi che fornisci, o anche solo il tuo appellativo (perfino come libero professionista) o il nome dell’azienda che possiedi, gestisci o per la quale lavori.

O ancora un’associazione di categoria, una onlus… Insomma, in senso pratico puoi limitarti a mariorossi.it, oppure dare qualche ragguaglio in più: mariorossigiocattoli.it, igiocattolidimario.it, e via dicendo.   

Il dominio di terzo livello

Un palazzo, in sé, non è sufficiente per viverci: ci vogliono le unità abitative. Questi “appartamenti” sono dunque gli ultimi domini di cui ci occupiamo, quelli di terzo livello. Occorrono a fornire ulteriori informazioni sul sito su cui si naviga, o meglio sulle sue branche e diramazioni.

Riprendendo l’esempio di prima: forum.mariorossigiocattoli.it, contatti.igiocattolidimario.it, blog.mariorossi.it. Come avrai capito, di queste “specificazioni” ne puoi avere in abbondanza, a seconda delle tue esigenze o dell’aumento progressivo del tuo volume d’affari (sempre auspicabile per tutti). 

Solo tre livelli?

Beh, qualora non ti sembrassero abbastanza, sappi che puoi frammentare sempre di più (fino alla potenziale confusione, di chi ti segue ma anche tua) gli “immobili”, creando parecchie “stanze” adatte a qualsiasi necessità (domande.blog.mariorossi.it, per dire). In altre parole, le scelte riguardanti l’“arredamento” spettano a te, e potrai sempre allargare o restringere gli spazi a tuo piacimento, abbattere “muri”, risistemare gli interni.

Cerca solo di evitare la dispersione di risorse e di energie. Più materiale hai, più ne dovrai controllare, soprattutto se non disponi (quantomeno per il momento) di un aiuto, cioè qualcuno a cui appoggiarti. 

Per fissare le idee

La registrazione di domini, lo dicevamo all’inizio però lo ribadiamo volentieri, è un passaggio delicato. È il momento in cui “battezzi” il suo sito, gli conferisci quella riconoscibilità che, se riesci a lavorare nella maniera giusta, si porterà appresso per sempre, o finché avrai voglia, tempo, pazienza per occupartene (e pure in base ai risultati che intanto avrai ottenuto).

Il consiglio che possiamo darti è comunque quello di pianificare adeguatamente il tuo sito, munendolo delle pagine che ti servono e che possono interessare di sicuro i tuoi clienti, che questi ultimi possano esprimere i loro apprezzamenti (o degli appunti, va da sé), che i sottoinsiemi ai quali ti dedichi (uno spazio per le offerte, uno per il dibattito…) siano utili e ragionati. Tutto qui.

Ti sei mai cimentato con la creazione di un tuo dominio?

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